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Io … sono sardo?
Posted By cubeddu On 29 aprile 2020 @ 07:13 In Blog,Identità,Sa die de sa Sardigna,Senza categoria | Comments Disabled
Io sono sardo.
Oggi è la giornata della Sardegna.
Entrambe le asserzioni non sono smentibili.
Non dovrebbero.
Eppure.
Eppure io sono anche italiano. E la giornata della Sardegna è una bella incompresa.
O incompiuta.
O sconosciuta.
Misconosciuta.
Venduta.
Sono sardo, ma di me in quanto sardo, della Sardegna e della sua giornata so, colpevolmente, meno di quanto dovrei.
Ho ricevuto, come tutti, un’educazione italoeurocentrica sorretta da mappe concettuali che potevano fare a meno della Sardegna.
Conosco dignitosamente la storia del Tricolore, riconosco la magnificenza di Lorenzo e so cosa succedeva al fronte durante la Prima Guerra Mondiale.
Ma non parlo il sardo. Nessuna sua variante.
E ignoro quali favole le madri turritane, galluresi, nuoresi, ogliastrine, logudoresi e campidanesi raccontassero ai figli per farli addormentare.
E ignoro di che tenore fosse e quali principi seguisse la vita in Sardegna prima di prima.
E ignoro cosa fosse la Sardegna prima.
Ignoro, veramente, chi e che cosa abbia fatto in modo che io fossi quello che sono.
Vedo però cosa è oggi, la Sardegna. E posso dire che non mi piace.
Perché sono un suo figlio non riconosciuto e disilluso? Forse.
Oggi è la giornata della Sardegna, ma prima ancora che festeggiare un giorno del calendario stabilito circa 27 anni fa da un Consiglio Regionale; prima ancora che inorgoglirsi per una bandiera appiccicata sulla bottiglia di birra; prima ancora di sentirsi tronfi e sazi per l’incantevole cristallino del mare che si staglia all’orizzonte; prima ancora di compiacersi per come gli altri ci descrivono: fieri (!), ospitali (!), incontaminati (!); prima ancora di accontentarsi dell’involucro di cartapesta noto come “costante resistenziale” che ci avvolge e rende orgogliosi senza indagare, senza capire che il concetto di resistenza, in quella (s)sfortunata locuzione è una briciola di pane su un banchetto di una festa a cui il popolo sardo non ha mai chiesto di partecipare;
Prima di tutto questo e di tanto altro, dovremmo capire cosa è stata la Sardegna e cosa voglia dire, oggi, essere sardi. In cosa e perché dovremmo sentirci speciali, autonomi e rispetto a chi.
Sono italiano? Sì.
Sono europeo? Sì.
Sono cittadino del mondo? Sì.
Sono sardo? Non lo so.
So che, tra le tante, quella sarda è l’identità che più mi sfugge e rende inquieto. Sono nato in Sardegna e dei sardi ho, verosimilmente, tutti i principali difetti. Ma non so molto di più.
E so che questo non sapere, mi rende incompleto e mi violenta.
Forse, sin dalla notte dei tempi.
NOTA DEL DIRETTORE
Devo contestualizzare l’articolo: “Pensavo di proseguire il tema di ieri con un altro importante discorso, ma … controllando la mail, ho trovato questo messaggio impellente e improcrastinabile, del figlio di un caro amico … Non ho avuto dubbi: di questo dobbiamo parlare … Rimando a domani il pezzo previsto”. Siamo al giorno-dopo di Sa Die de sa Sardigna 2020. Un po’ singolare, e non solo per i tempi, ma con tanti spunti di riflessione e l’immancabile emozione … Ciao a tutti, buona giornata, s.c. direttore del sito.
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